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Delegare non è perdere controllo: è far crescere il team. Ci sono momenti in cui senti di avere tutto sotto controllo: sai cosa succede, segui i dettagli, intervieni quando serve, insomma le cose funzionano.
Poi, lentamente, quel controllo inizia a pesare perché le giornate si riempiono, le decisioni si accumulano e le persone iniziano a chiedere sempre più spesso il tuo intervento.
E a quel punto emerge una domanda: sto guidando davvero… o sto tenendo insieme tutto io?
Delegare, sulla carta, è semplice, ma nella pratica molto meno. Perché delegare non è solo distribuire attività, ma è rinunciare a una parte di controllo e questo attiva alcune paure molto concrete:
E' umano, continui a fare e senza accorgertene diventi il punto di passaggio obbligato per tutto, il collo di bottiglia o quello che "fa tutto lui" e genera frustrazione negli altri.
Molti manager pensano di avere un problema di carico di lavoro, in realtà spesso hanno un problema di centralità perché tutto passa da loro: decisioni, validazioni, risposte... Questo crea due effetti: il manager si sovraccarica e il team si demotiva e non cresce davvero. Se tutto passa sempre da te, gli altri non sviluppano autonomia e senza autonomia, non c’è sviluppo e non c'è motivazione.
Se non lo ricordi, ti cosiglio di leggere questo articolo di qualche tempo fa sulla motivazione
Delegare bene significa fare un passaggio diverso, che non passa da “chi può fare questa cosa al posto mio?”, ma da “chi può crescere facendo questa cosa?”. Questo cambia completamente la prospettiva e la delega diventa uno strumento di sviluppo, non solo di alleggerimento.
E il tempo che investi all’inizio torna indietro dopo, in forma di:
Non basta dire “fallo”, serve chiarire le care vecchie 5W: cosa, come, quando, chi, perchè
Delegare e poi controllare ogni passaggio non è delega, è micro-gestione distribuita. Serve lasciare spazio, anche al rischio di errore. Serve un po' di fiducia. Rileggi anche qua.
Delegare non significa sparire, altrimenti è scaricabarile. Significa definire momenti di confronto per verificare, eventualmente correggere il tiro, dare feedback (quelli fatti bene, dai che lo sai come si fa).
Delegare richiede un cambiamento interno: passare da "se lo faccio io è più veloce” a “se lo costruisco negli altri è più sostenibile”. Questo passaggio non è immediato ed è spesso qui che il coaching diventa utile.
Perché aiuta a lavorare non solo su cosa delegare, ma su come stare dentro a quel cambiamento.
Delegare non è perdere controllo: è far crescere il team. Lo scrivo ancora: delegare non è perdere controllo, è cambiare il tipo di controllo, passando da operatività a direzione.
È uno dei passaggi più importanti per chi guida, ma anche uno dei più difficili perché non riguarda solo il lavoro, ma la tua identità di ruolo.
Mi chiamo Roberta Sala e affianco i professionisti delle reti finanziarie e assicurative quando è il momento di rafforzare il proprio ruolo e far crescere persone e risultati.